giovedì 8 aprile 2010

la storia del fumetto

La storia di questo linguaggio, fenomeno del XX secolo ma con radici nel secolo precedente, può essere fatta risalire all'epoca delle caverne, quando cioè i primi esseri umani realizzarono i graffiti per raccontare le loro battute di caccia ed episodi di vita quotidiana. Quello che guarda caso (specie per la seconda situazione) fanno i comics, o strips che dir si voglia.

Il personaggio che ha dato il via all'industria del fumetto statunitense come fenomeno di massa è stato Yellow Kid, il bimbo vestito di giallo nato dalla fantasia di R.F. Outcault (che lo ideò a beneficio degli adulti, poiché sono gli adulti a comprare i giornali), che a tutt'oggi dà il suo nome a un importante premio italiano del fumetto. Ma ormai da molti anni, a seguito di approfondite ricerche scientifiche sul medium, il fumetto moderno si considera partire ben prima, dall'intuizione narrativa dell'autore ginevrino Rodolphe Töpffer che, tra il 1827 e il 1833, ha creato e pubblicato, sia in Svizzera che in Francia, quelle che si possono considerare le prime vere storie a fumetti (opere di letteratura disegnata) dell'epoca moderna. Va citato anche il lavoro "Max und Moritz" del tedesco Wilhelm Busch, precursore del filone dei monelli pestiferi nei fumetti.

Tra i primi e più innovativi autori di inizio Novecento, vanno citati, oltre a Outcault, Winsor McCay, Lyonel Feininger, George Herriman e Gustave Verbeek.

Da allora in poi, grazie ai quotidiani prima e alle riviste pulp poi, che da raccolte di racconti, lentamente, sono diventate il principale mezzo di diffusione di questo nuovo genere, il fumetto ha raggiunto una buona popolarità, pur restando, in alcuni paesi, un mercato di nicchia.

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